Tra divieti, aumenti di prezzo, e praticabili alternative “elettroniche”, il tabagismo in Europa è nettamente in calo. I fumatori di sigarette sono sempre meno, lo confermano ormai diversi dati. Fumare sigarette sta diventando pian piano un comportamento sempre più antisociale. Invece sembra non risentirne particolarmente il consumo di sigari. Anzi: al sigaro si stanno avvicinando sempre più i giovani e le donne, un tempo un target molto ristretto del cilindro di tabacco.

Il sigaro è trendy?

Nonostante anche il sigaro faccia male alla salute, esso rimane permeato di un’allure speciale. Considerato una passione, più che un vizio. Un piacere per intenditori, da assaporare con voluttà, non da consumare in fretta per placare la dipendenza da nicotina. Fa una approfondita analisi del fenomeno Le Figaro. Ma è sufficiente aggirarsi tra le pagine del web per rendersi conto che cubani, toscani & co. sono assolutamente di moda.

È trendy, è esclusivo, e negli ultimi anni si è scrollato di dosso l’immaginario che lo associava all’uomo di mezza età. Pur rimanendo il suo consumatore più accanito, questo target ha fatto largo a tutt’altro genere di consumatore. Sigari aromatizzati e sottili per avvicinare le donne, naturali e senza additivi per i cultori del tutto-bio, iper accessoriati per i geek. Esistono cigar club e associazioni dedicate all’approfondimento, con tanto di frequentatissimi forum e notizie. Tra essi, Cigar Aficionado, o Cigar Club Association. Non mancano vere e proprie guide su come si fuma il sigaro, come quella di Cigars Lover.

Ragazzo che fuma il sigaro

Breve storia del sigaro

Come nasce la passione per i sigari? Quando i conquistatori europei giunsero in America, conobbero questi cilindri di foglie di tabacco che i locali fumavano. La pianta del tabacco era assai diffusa nelle isole dei Caraibi e nel Centro America, gli europei se ne invaghirono. Portandola oltreoceano e facendone uno dei più importanti prodotti commerciali delle colonie. A tal proposito, è spesso citata nella storia dei sigariai, la lettera di Johann Johann Joachin von Russdorf che riportava, nel 1600 la moda della “gran bevuta di nebbia. Supera tutte le passioni vecchie e nuove per il bere. Uomini dissoluti, infatti, sono soliti bere il fumo di una pianta che essi chiamano “nicotinaai” o tabacco, con avidità ed entusiasmo”.

Altro aneddoto relativo al sigaro è quello legato ad una nascita sul finire del 1800 a Malaga, e di un bambino che non riusciva a respirare. Il medico presente inalò una boccata del suo sigaro, e la soffiò sul volto del neonato facendolo tossire. Fu quello il primo vagito di Pablo Picasso, salvato dal fumo di un sigaro.

I sigari più famosi

La peculiarità di un buon sigaro dipende da molti fattori, non solo dalla qualità del tabacco. Umidità, temperatura, conservazione fanno largamente la differenza tra un sigaro di qualità e uno dozzinale. I pià famosi al mondo sono i cubani, vero e proprio emblema culturale. Che a loro volta si suddividono in varie tipologie (Cohiba, Montecristo tra i più noti). In Italia però nasce nel 1800 il rinomato sigaro toscano, robusto e aromatico, concepito da un’errore. Il tabacco bagnato da un acquazzone di una manifattura fiorentina venne fatto asciugare e arrotolato per sigari di basso costo. Che furono largamente apprezzati dal pubblico.